
Eventi speciali 2025

Sabato 15 Novembre,
Cinema Astra
“Significa che nei miei quadri cerco di filtrare la realtà, figure, animali, paesaggi, attraverso uno sguardo che vuole restituire al mondo un suo senso, un valore perduto, mai banale o scontato, che vuole cogliere delle cose e degli esseri viventi i suoi aspetti poetici, illusori, enigmatici”
A partire da sabato 15 novembre, in contemporanea con l’inizio del Parma Film Festival 28° edizione, l’artista toscano Gerardo Lunatici esporrà al Cinema Astra le sue opere ispirate al mondo del cinema.
Laureato in Filosofia e Storia dell’Arte, vive a Parma dove insegna Italiano e Storia al liceo, si dedica da sempre alla pittura avendo realizzato mostre personali a Parma, Ferrara, Trieste, Firenze, Bologna e Roma e all’illustrazione, avendo collaborato con la Gazzetta di Parma e la Gazzetta di Mantova.
Tra le sue ultime curatele, i lavori “Crash” e “Kind of blue” esposti rispettivamente al Cubo e alla Casa della Musica di Parma, quest’ultimo nell’ambito del Barezzi Festival.
Ha realizzato l’identità della locandina per il Parma Film Festival 2025.
“Ma il mio segno caratteristico è la figura umana, a cui ogni volta torno come fosse la mia vera casa”

“I pugni in tasca” 60 anni dopo
proiezione e incontro con
Marco Bellocchio
Sabato 15 Novembre, ore 21.00
Cinema Astra
Sabato 15 Novembre ore 21 al Cinema Astra ci sarà la proiezione speciale de “I Pugni in tasca” in occasione del sessantesimo anniversario del dirompente lungometraggio d’esordio di Marco Bellocchio, che sarà in sala per presentarlo e dialogare con il pubblico.
Il film è ambientato in una grande villa isolata sui colli piacentini, dove vivono quattro fratelli insieme alla madre non vedente (Liliana Gerace). La convivenza forzata dei familiari porta con sé forte rancore e insoddisfazioni reciproche, Augusto (Marino Masé), il fratello maggiore, è l’unico a sostenere economicamente la famiglia con un lavoro modesto, dovendo sobbarcarsi silenziosamente questo peso; Giulia (Paola Pitagora), la sorella, nutre per lui un sentimento ambiguo. Leone (Pier Luigi Troglio), affetto da un disturbo mentale, dipendente totalmente dagli altri, mentre Alessandro (Lou Castel) è un giovane inquieto e rancoroso verso la propria famiglia e la società. In lui cova il germe d’una ribellione destinata a sconvolgere l’equilibrio familiare.
Marco Bellocchio, regista, sceneggiatore e produttore nato a Bobbio nel 1939, ha ricevuto decine di premi nel corso della prolifica carriera, tra cui Leone d’oro nel 2011, David di Donatello nel 2014, Palma d’oro nel 2021.
Anche le sue opere più recenti hanno ricevuto il plauso di pubblico e critica, tanto che i suoi due ultimi film di fiction “Il Traditore” (2019) e “Rapito” (2023) hanno totalizzato insieme tredici Nastri d’Argento e undici David di Donatello.
Il suo ultimo lavoro, la serie tv “Portobello” sulle vicende giudiziarie di Enzo Tortora, è stata presentata all’ultima edizione del Festival di Venezia e uscirà nel 2026.
L’evento è organizzato in collaborazione con Cinematocco.

“Non essere cattivo”
proiezione e incontro con gli sceneggiatori
Francesca Serafini
e
Giordano Meacci
Domenica 16 Novembre, ore 18.00
Cinema D’Azeglio
Domenica 16 novembre tornerà sullo schermo del Cinema D’Azeglio l’ultimo capolavoro di Claudio Caligari, “Non essere cattivo”. Il terzo film del regista rappresenta il compimento del suo sguardo sugli “invisibili” delle periferie romane: giovani che si muovono oltre il confine del mondo pasoliniano, in una realtà più illusoria e attuale, raccontata attraverso la voce di Vittorio (Alessandro Borghi) e Cesare (Luca Marinelli). Le loro vite scorrono tra eccessi, notti infinite e sogni che sembrano dissolversi all’alba. Dopo un grave abuso, Vittorio decide di cambiare strada, cercando di salvare anche l’amico da un destino che pare già scritto.
Un incontro cinematografico ricco di emozioni, reso ancora più speciale dalla presenza in sala degli ospiti Giordano Meacci e Francesca Serafini, che assieme hanno collaborato alla sceneggiatura della pellicola.
Scrittore e sceneggiatore, Giordano Meacci, è autore del romanzo Il cinghiale che uccise Liberty Valance (finalista al Premio Strega 2016) e di numerosi progetti per cinema e televisione, dove unisce profondità narrativa e passione per il linguaggio.
Francesca Serafini, anch’essa sceneggiatrice e scrittrice, ha firmato lavori di grande profondità per il cinema italiano e il romanzo Tre madri (2021), confermandosi una voce autentica e potente della narrativa contemporanea.
Un appuntamento da non perdere e un omaggio alle narrazioni capaci di raccontare la vita vera senza filtri: “Non essere cattivo” è un viaggio di dolore e speranza, amicizia e redenzione, che chiude idealmente la trilogia dei ragazzi di periferia, iniziata da Caligari con “Amore tossico” e “L’odore della notte”.

Umberto Berlenghini
incontra il pubblico con le proiezioni
“Sam Peckinpah: Portrait”
e
“Pat Garret e Billy the Kid”
Mercoledì 19 Novembre, ore 16.00 e ore 21.00
Cinema D’Azeglio
Dentro la nuova rassegna dell’Università di Parma “Generi in frantumi: la New Hollywood tra rottura e riscrittura”, organizzata da Sara Martin e Carlo Ugolotti (UNIPR), sette film emblematici raccontano la riscrittura dei generi cinematografici tradizionali operata tra fine anni Settanta e Ottanta negli Stati Uniti.
Tra questi spicca la figura del regista Sam Peckinpah, considerato il principale rinnovatore del western statunitense. Scoprirete la sua storia, tra fragilità e violenza, nel documentario “Sam Peckinpah: Portrait” (2006) di Umberto Berlenghini e Michelangelo Dalto , un viaggio che attraversa la carriera e la filosofia di Sam Peckinpah, uno degli autori più controversi e geniali del cinema americano. Esteta di una violenza al tempo stesso pittorica e barocca, autore di capolavori come “Il mucchio selvaggio” e “Cane di paglia”, il regista che ha rivoluzionato, negli anni Sessanta e Settanta, trasformando il western in una riflessione amara sulla libertà, la lealtà e la fine del mito.
Alle ore 16.00 di mercoledì 19 Novembre, la proiezione del documentario è arricchita dalla presenza del regista Berlenghini in sala, che dialogherà con il pubblico. Attraverso interviste inedite a familiari, collaboratori e attori, il documentario costruisce un ritratto sfaccettato di un uomo fragile e complesso, capace di portare sullo schermo la poesia e la brutalità della condizione umana. Arricchito da materiali d’archivio e da sequenze dei suoi film più celebri, “Sam Peckinpah: Portrait” è un omaggio prezioso ad un autore che ha reso la violenza un linguaggio estetico e la ribellione un atto di cinema.
Ad arricchire l’approfondimento di Peckinpah è la proiezione serale, ore 21.00 della stessa giornata, di “Pat Garret e Billy the Kid”, film, presentato dall’esperto Berlenghini, che smonta l’immaginario collettivo del western classico, eroico e anarchico.
Nel selvaggio Nuovo Messico di fine XIX secolo, due ex amici si trovano su due fronti opposti della legge: Pat Garrett (James Coburn), ex bandito divenuto sceriffo, deve dare la caccia al leggendario fuorilegge Billy the Kid (Kris Kristofferson), suo compagno di crimine in passato e simbolo di una libertà destinata a scomparire. Dietro ad ogni colpo di pistola si nasconde un legame profondo, un rimpianto e un’epoca che muore.
Con la regia poetica e intensa di Sam Peckinpah e la struggente colonna sonora di Bob Dylan, “Pat Garrett e Billy the Kid” è molto più di un western: è un addio malinconico al mito del West.

“Portuali”
proiezione e incontro con la regista
Perla Sardella
Giovedì 20 Novembre, ore 18.00
Cinema D’Azeglio
Il Parma Film Festival riserva uno dei suoi appuntamenti speciali alla presentazione e proiezione del film documentario “Portuali” (2024) della regista Perla Sardella, artista visiva impegnata principalmente nel cinema documentario e nella sperimentazione audiovisiva, con un linguaggio che unisce ricerca estetica e attenzione per la realtà.
Il film, sarà proiettato alle ore 18:00 al Cinema D’Azeglio con la partecipazione e intervento della regista.
Il documentario, girato a Genova in un arco temporale che va dal 2019 al 2023, vede protagonista un gruppo di lavoratori del porto (i cosiddetti “camalli”), raccolti sotto la sigla CALP (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali). Durante il periodo della pandemia Covid, i membri si incontrano in assemblee per discutere le condizioni precarie del lavoro e le difficoltà riscontrate nel confrontarsi con il sindacato.
In uno di questi incontri, nasce una decisione che cambierà tutto: opporsi e denunciare il passaggio di navi cariche di armi destinate ai conflitti in Medio Oriente. Una scelta che significa sfidare le regole e li espone a critiche e rischi personali.
Il porto si trasforma così in un campo di lotta politica, di scioperi, manifestazioni, un luogo di incontro in cui diverse generazioni vogliono far sentire la propria voce. La parola assume quindi un ruolo centrale e rappresenta il motore di un’azione volta al cambiamento.
L’evento è in collaborazione con il Festival della Pace e Lab 20/21.

Proiezione di
“Roberto Rossellini – Più di una vita”
Venerdì 21 Novembre, ore 16.00
Cinema D’Azeglio
È la storia di un maestro del cinema in crisi, tra amori, viaggi e riflessioni sul senso della vita. Venerdì 21 novembre, alle ore 16.00, sarà presentato “Roberto Rossellini – Più di una vita”, il nuovo documentario di Ilaria De Laurentiis, Raffaele Brunetti e Andrea Paolo Massara che ricostruisce gli ultimi vent’anni del regista simbolo del neorealismo italiano.
La narrazione prende forma nel 1956, anno cruciale nella carriera e nella vita privata di Rossellini: un periodo segnato da una crisi personale e professionale, dal declino della sua carriera e dalle tensioni nel matrimonio con l’attrice Ingrid Bergman. È in questo momento di rottura che si apre la seconda fase della sua vita artistica, che il documentario esplora con grande sensibilità, alternando materiale d’archivio inedito a voci fuori campo che danno vita a lettere, appunti e riflessioni del regista.
Attraverso questo doppio binario narrativo, lo spettatore scopre un Rossellini inedito: un intellettuale visionario che riflette sul senso del proprio mestiere e sul ruolo del cinema nella società contemporanea. Dai viaggi in India per realizzare documentari fino al ruolo di Presidente della Giuria del Festival di Cannes, pochi giorni prima della sua morte, il film racconta la stagione di rinascita di un maestro che vedeva nel cinema non solo intrattenimento, ma strumento di conoscenza, racconto e poesia.
Il montaggio è curato da Ilaria De Laurentiis, mentre le musiche, firmate da Mattia Leonardi e Ruggiero Catania, accompagnano le immagini con delicatezza e profondità. La produzione è affidata a B&B FILM e VSF FILM, in collaborazione con RAI Cinema e ZDF, e il film viene distribuito da Fandango Distribuzione e Cinémathèque Suisse.
Con una durata di 87 minuti, “Roberto Rossellini – Più di una vita” rappresenta un’occasione unica per conoscere da vicino il lato più intimo e riflessivo di uno dei grandi protagonisti del cinema italiano, celebrando non solo il regista, ma anche la sua visione del cinema come arte capace di educare, raccontare e sorprendere.

Proiezione “Il Correggio ritrovato”
di Giuseppe Bertolucci
e
Premio Roberto Campari a
Paolo Mereghetti
Venerdì 21 Novembre, ore 17.30
APE Museo
Fondazione Monte
Un appuntamento speciale sarà dedicato alla presentazione e proiezione di “Il Correggio ritrovato”, cortometraggio documentario realizzato da Giuseppe Bertolucci. L’evento, organizzato in collaborazione con la Fondazione Bernardo Bertolucci, avrà inizio alle ore 17:30 presso l’APE Museo, Fondazione Monte. L’appuntamento sarà introdotto dalla Presidente della Fondazione, Valentina Ricciardelli, insieme al borsista di ricerca dell’Università di Parma, Francesco Pascali, che offriranno una contestualizzazione del cortometraggio e una presentazione dell’Archivio Bertolucci. Seguirà la proiezione del corto trasmesso da Rai Uno il 29 maggio 1990 nella rubrica Tg1 Sette. Il film è un omaggio al padre Attilio e a Parma, la città natale, e segue Attilio Bertolucci nel suo ritorno nella città d’origine: un viaggio tra le vie del centro che culmina davanti alle opere del Correggio, capaci di lasciarlo “muto e indifeso” nel puro piacere della visione. Ne emerge un dialogo tra tempo, memoria e città. Parma diventa protagonista, mostrando la sua storia e il suo patrimonio culturale. Giuseppe parla del film come di un “affettuosissimo frammento” attraverso cui ha potuto “spiare lo sguardo di un poeta, frugare tra le sue emozioni e ascoltare le sue parole”. “Il Correggio ritrovato” resta un riuscito esempio di quella contaminazione delle arti su cui si regge tutto il cinema di Giuseppe Bertolucci.
Nella seconda parte dell’evento, interverrà il critico cinematografico Paolo Mereghetti a cui verrà conferito il Premio “Scrivere di cinema – Roberto Campari”, riconoscimento assegnato annualmente a personalità di spicco della critica e della cultura cinematografica. Giornalista professionista dal 1978 e titolare del Corriere della Sera, ha scritto per Ombre rosse, Positif, Linea d’ombra e Reset. Tra i numerosi saggi e volumi, nel 2007 ha pubblicato per i Cahiers du Cinéma e Le Monde “Orson Welles”, mentre nel 2012 ha curato per Contrasto “Movie Box”. Il suo lavoro più celebre è il Dizionario dei film edito da Baldini Castoldi, arrivato alla sua “Edizione del trentennale – 1993-2023”. Ha ricevuto inoltre numerosi premi: nel 2001 il Premio Flaiano, nel 2014 il Premio De Sica, nel 2015 il Premio Lo Straniero e nel 2018 il Premio Amidei.

Premio Maurizio Schiaretti a
Filippo Scotti
e
“Città di pianura”
Sabato 22 Novembre, ore 21.00
Cinema D’Azeglio
Il Premio Schiaretti, appuntamento fondamentale del Parma Film Festival, quest’anno è un omaggio a Filippo Scotti; giovane talentuoso attore italiano, nato a Gravedona e cresciuto a Napoli, città in cui ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo frequentando laboratori teatrali e corsi di lettura espressiva. Il suo debutto sul palco arriva nel 2017 con il Il marchese di Collino, esperienza che segna l’inizio di un percorso che lo porterà sul grande schermo.
Dopo alcune partecipazioni a cortometraggi e serie televisive, tra cui Luna Nera, Scotti viene selezionato da Paolo Sorrentino per interpretare Fabietto Schisa, l’alter ego del regista da giovane, in È stata la mano di Dio (2021). La sua interpretazione gli vale il Premio Marcello Mastroianni alla 78° Mostra del Cinema di Venezia, consacrandolo come uno dei volti in ascesa della nuova generazione.
Tra i suoi progetti più recenti spicca il film Le città di pianura (Francesco Sossai, 2025), che verrà proiettato subito dopo la premiazione. Scotti dialogherà con il pubblico, presenterà il film e si racconterà al pubblico del festival.
La seconda parte dell’evento è infatti dedicato ad una delle opere italiane più acclamate del 2025; il film ambientato sullo sfondo del paesaggio veneto, segue le vicende di Doriano (Pierpaolo Capovilla) e Carlobianchi (Sergio Romano), due amici sulla cinquantina che trascorrono le loro giornate passando da un bar all’altro, sospesi tra malinconia e disillusione. Nel ripercorrere i ricordi di gioventù, riaffiora la storia di un bottone nascosto dall’amico Genio (Andrea Pennacchi) e con la notizia del suo imminente ritorno dall’Argentina i due decidono di mettersi in viaggio per andargli incontro. A loro si aggiunge Giulio (Filippo Scotti), un timido studente di architettura che, durante il viaggio, troverà l’occasione per liberarsi delle proprie rigidità, imparando a vivere con maggiore genuinità.

Proiezione speciale: Scirocco e il Regno dei venti (2023)
Domenica 23 Novembre, ore 11.00
Cinema Astra
Il Parma Film Festival – Invenzioni dal vero 2025 è lieto di presentare il film d’animazione Scirocco e il Regno dei venti (Sirocco et le royaume des courants d’air, 2023) di Benoît Chieux. Domenica mattina, il 23 novembre alle ore 11.00, la proiezione avrà luogo al Cinema Astra con ingresso gratuito per bambini e ragazzi.
Vincitore del Premio del Pubblico al Festival Internazionale del Film d’Animazione di Annecy 2023, Scirocco e il Regno dei venti racconta la storia di due sorelle intraprendenti e amanti dell’avventura, Juliette e Carmen, che un giorno trovano un giocattolo magico capace di catapultarle in un universo fantastico. Per le bambine è l’inizio di una travolgente avventura, che le porta a visitare il Regno dei Venti e a conoscere i suoi incredibili abitanti. Tuttavia, per tornare nel mondo reale dovranno affrontare Scirocco, il signore dei venti e delle tempeste.
Il regista, Benoît Chieux, a proposito del film ha dichiarato: “Dopo Tante Hilda, co-diretto con Jacques-Rémy Girerd, sentivo il bisogno di lavorare su un universo personale. Il punto di partenza di Sirocco è stata una serie di disegni che realizzai all’epoca: uno mostrava due bambini aggrappati a un mulino che veniva sollevato da terra da un vento violento. Lo stile grafico era già quello del film: rispondeva a una sfida e a un’ambizione che mi ero posto allora. Pensavo fosse interessante partire da un concetto in cui anche i fondali fossero disegnati come i personaggi, per poterli animare. Altri disegni seguirono, in modo intuitivo, con un unico filo conduttore: il vento, attorno al quale si cristallizzò rapidamente l’idea del film”.

Premio Migliore Serie TV a
“Blanca“
con la presenza di
Maria Chiara Giannetta
e
Pierpaolo Spollon
Domenica 23 Novembre, ore 21.00
Cinema D’Azeglio
La serie “Blanca” nasce dai romanzi di Patrizia Rinaldi, autrice napoletana che ha creato un personaggio originale e fuori dagli schemi nel panorama del noir italiano: Blanca Occhiuzzi, giovane donna ipovedente che sogna di diventare poliziotta, e che, nonostante la disabilità, entra a far parte di un commissariato. Nei libri, essa affronta indagini complesse utilizzando le sue abilità di decodificazione del materiale audio, trasformando la sua condizione in una risorsa unica per risolvere i casi e scoprirne la verità.
È grazie alla forza narrativa dei romanzi che i registi Jan Maria Michelini, Giacomo Martelli, Michele Soavi e Nicola Abbatangelo hanno gettato le basi per uno degli adattamenti televisivi più innovativi degli ultimi anni. Debuttata nel 2021 e sbarcata su Netflix il 5 Ottobre 2023, la serie è di grande successo per numerosi aspetti, tra cui l’ambientazione e la colonna sonora originale, che creano un dipinto visivo e sonoro della Genova contemporanea. L’ autenticità della serie e la tridimensionalità della protagonista, sono dovute anche ad una tecnica di registrazione innovativa: l’olofonia, che permette di riprodurre i suoni in modo simile a come vengono percepiti direttamente dall’orecchio umano.
Oltre agli aspetti tecnici, “Blanca” si distingue per avere un cast di alto profilo, guidato da Maria Chiara Giannetta e Pierpaolo Spollon, protagonisti che hanno contribuito in modo decisivo alla riuscita della serie.
Giannetta, classe 1992, si è fatta strada tra le attrici più importanti del panorama italiano, a partire da La ragazza del mondo (Danieli, 2016) al più recente Follemente (Paolo Genovese, 2025).
Pierpaolo Spollon, noto al pubblico per i suoi ruoli in serie televisive italiane come L’allieva (2016-2020) e Doc – Nelle tue mani (2020- in produzione), è un attore italiano di rilievo, oltre che autore del romanzo Tutto non benissimo (2024), ambientato nella Genova attuale e presentato durante il PFF2025.
Saranno proprio loro i due ospiti speciali di questa edizione del Parma Film Festival 2025, i quali ritireranno il Premio “Miglior Serie Italiana”, il 23 Novembre, alle ore 21:00 al Cinema D’Azeglio. Tramite questo riconoscimento viene celebrato così un’opera dalla grande qualità narrativa e tecnica, che ha saputo distinguersi per identità, coraggio e innovazione, e che ha segnato un passo avanti nella serialità italiana contemporanea.
