
14 Nov “I PUGNI IN TASCA” 60 ANNI DOPO: MARCO BELLOCCHIO AL PFF2025
I pugni in tasca (1965) di Marco Bellocchio dà il via alla ventottesima edizione del Parma Film Festival – Invenzioni dal vero 2025. L’opera prima del regista emiliano, un capolavoro ad oggi internazionalmente riconosciuto, torna sul grande schermo in occasione del sessantesimo anniversario.
Oltre alla proiezione speciale del film al Cinema Astra, sabato 15 Novembre ore 21.00, il regista sarà in sala, presenterà il film e a seguire parteciperà al dibattito con gli spettatori.
Il film ripercorre le gesta di una famiglia in completa disgregazione morale e psicologica: Alessandro (Lou Castel), affetto da epilessia e ritardo mentale congenito, si chiude gradualmente nel suo mondo a causa dell’ingombrante ammirazione verso il fratello maggiore Augusto (Marino Masé), l’unico in grado di sostenere tutti economicamente, ma prosciugato dal senso di colpa generato dal sentimento immorale che prova nei confronti della sorella Giulia. Ogni membro della casa è colpevole e per questo la famiglia tradizionale non può che essere distrutta. Come allo stesso tempo non può che sfaldarsi il vecchio modo di fare cinema, d’altra parte a metà degli anni Sessanta le spinte innovative non mancano. Dopo la Nouvelle Vague francese tocca anche all’Italia sfornare una serie di nuovi autori capaci di indagare il mondo e il privato con uno sguardo nuovo e, come per Bellocchio, dirompente.
Marco Bellocchio, regista, sceneggiatore e produttore italiano, realizza il suo primo cortometraggio Abbasso il zio (1965) che gli vale una borsa di studio presso la Slade School of Fine Arts londinese. Nel 1965 la vittoria della Vela d’argento al Festival di Locarno proprio per I pugni in tasca gli guadagna l’attenzione oltre i confini nazionali. Solo due anni dopo vince il Gran premio della giuria a Venezia con La Cina è vicina. La sua importanza nella storia del cinema viene celebrata da tre premi alla carriera: prima il Leone d’oro nel 2011, poi il David nel 2014, infine la Palma d’oro nel 2021 al festival di Cannes, dove proietta il documentario “Marx può aspettare”. Anche i suoi ultimi lavori ricevono il plauso della critica, da Il Traditore (2019, sette Nastri d’Argento e sei David di Donatello) a Rapito (2023, sei Nastri d’Argento e cinque David).
Bellocchio torna nella sua Emilia per il PFF2025 e l’omaggio al suo film è solo l’inizio della nuova e ricca edizione del PFF.
La proiezione è gratuita e libera fino ad esaurimento posti.
L’evento è organizzato in collaborazione con Cinematocco.

