Libri 2021

PRESENTAZIONE

Lunedì 8 novembre, ore 18.00
Libreria Feltrinelli
Strada Luigi Carlo Farini, 17

Ugo Casiraghi e Glauco Viazzi. Il cervello di Carné. Letterario 1941-1943

Autore: Simone Dotto, Andrea Mariani

Editore: La nave di Teseo

Luogo: Milano, 2021

Il cervello di Carné rende omaggio a una cultura del cinema che prende forma negli anni più duri della Seconda guerra mondiale. Le lettere qui raccolte provengono dall’archivio personale di Ugo Casiraghi – futuro critico cinematografico de l’Unità – ed erano destinate all’amico Glauco Viazzi, riconosciuto critico letterario nel dopoguerra.

Siamo negli anni del conflitto e i due giovani sono letteralmente tenuti in vita dalla passione per il cinema, tra esami da sostenere, vicende personali e la guerra, in casa e al fronte.

Il “cervello” del titolo è un omaggio alla cultura e al cinema francese, strenuamente cercato nelle sale cinematografiche fatiscenti di una Milano sventrata dai bombardamenti. Una cultura e un cinema presenti ossessivamente nelle lettere, anche oltre i dettami ideologici e le censure di guerra. Il cervello di Carné è anche la metafora della macchina razionale che costruisce il pensiero critico, la partitura letteraria e il senso delle parole nelle lettere che leggerete. Tra le righe si snoda un pensiero ricco, complesso, talvolta involuto, come quello di intelligenze e culture nella stagione più fertile. È la vivacità impetuosa e scomposta che precede la primavera, nell’ultimo scorcio di un lungo e rigido inverno. Sono gli ultimi anni del Fascismo.

Queste lettere portano alla luce la dimensione intima di due intellettuali da giovani, un “dietro le quinte” che spesso svela i meccanismi della critica cinematografica, la costruzione collettiva di articoli e riflessioni sul cinema che sono già le prime luci del Neorealismo.

 

Simone Dotto è ricercatore all’Università degli studi di Udine e docente di Storia e tecniche della Televisione e dei Nuovi media. Si occupa soprattutto di storia e storiografia dei media, di tecnologie del suono e culture dell’ascolto e della cultura cinematografica e mediale in Italia tra il periodo Fascista e il secondo dopoguerra. È uno dei traduttori dell’edizione italiana di Archeologia dei Media, di Jussi Parikka (Carocci, 2019) e l’autore di Voci d’Archivio. Fonografia e culture dell’ascolto nell’Italia fra le due guerre (Meltemi, 2019).

 

Andrea Mariani è ricercatore all’Università degli Studi di Udine dove insegna Teoria dei media e dei nuovi media. Nello stesso ateneo conduce ricerche sulle pratiche cinematografiche sperimentali nell’Italia degli anni tra le due guerre e sulla storia della critica cinematografica italiana. Ha pubblicato saggi e articoli su volumi e riviste nazionali e internazionali. È redattore delle riviste «L’avventura. International Journal of Italian Film and Media Landscapes» e «Cinergie. Il cinema e le altre arti». Ha curato i volumi Archeologia dei media (Meltemi, 2019), Ephemera (Marsilio, 2020), Scrivere la storia, costruire l’archivio (Meltemi, 2021) ed è autore de L’audacissimo viaggio (Mimesis, 2017), Gli anni del Cineguf (Mimesis, 2017) ed Effemeridi del film (Meltemi, 2020).

PRESENTAZIONE

Martedì 9 novembre, ore 18.00
Fondazione Monteparma
Strada Luigi Carlo Farini, 32/a

Padri e figli nel cinema

Autore: Roberto Campari

Editore: La nave di Teseo

Luogo: Milano, 2021

Scegliere la strada del cinema per raccontare il rapporto tra padri e figli è una scommessa altrettanto avventurosa che scegliere la strada del rapporto tra padri e figli per raccontare il cinema. Roberto Campari le imbocca entrambe con eleganza. Lieve come il racconto di un amico e puntuale come la competenza di uno studioso, Padri e figli nel cinema ci cattura con una storia antica come Abramo e Isacco e moderna come i protagonisti senza nome, padre e figlio, della Strada di Cormac McCarthy e dell’omonimo film di John Hillcoat.

Vittorio Lingiardi, Prefazione

 

Un viaggio affascinante e intenso nelle pellicole che hanno fatto la storia del cinema per esplorare il sentimento della paternità. Affettuosi e gentili, oppure irascibili e brutali, colpevoli o redenti, indulgenti o moralisti, attesi o rimpianti, guerrieri o sconfitti, i tanti padri narrati in questo libro disegnano un unico grande ritratto composto di infiniti volti in cui cercare anche quello della propria famiglia.

 

Roberto Campari è stato Professore ordinario di Storia e critica del cinema presso l’Università di Parma. Le sue ricerche hanno riguardato principalmente il cinema americano classico, il sistema dei generi, il cinema italiano, il divismo e le relazioni tra il cinema hollywoodiano e la cultura europea. Ha collaborato con la rivista «Cinema & Cinema», ed è uno degli autori della Storia del cinema mondiale di Einaudi e dell’Enciclopedia della Moda Treccani. Tra i suoi libri: Western. Problemi di tipologia narrativa (Università di Parma – Istituto di Storia dell’arte 1970); I modelli narrativi. Cinema americano 1945-1973 (Università di Parma – Istituto di storia dell’arte1974); Hollywood-Cinecittà. Il racconto che cambia (Feltrinelli, 1980), Il racconto del film (Laterza, 1983), Miti e stelle del cinema (Laterza, 1985), Il discorso amoroso (Bulzoni, 1990), Il fantasma del bello. Iconologia del cinema italiano (Marsilio,1994), Il fascino discreto dell’Europa (Marsilio, 1998), Cinema. Generi tecniche autori (Mondadori Università, 2002), Film della memoria. Mondi perduti, ricordati e sognati (Marsilio, 2005), Sogni in celluloide. Reale e immaginario nel cinema (Marsilio, 2008), Un Olimpo di luce. La bellezza del corpo nel cinema (Marsilio, 2012).

PRESENTAZIONE

Mercoledì 10 novembre, ore 15.30
Cinema Astra
Piazzale Volta, 3

Harlem. Il film più censurato di sempre

Autore: Luca Martera

Editore: La nave di Teseo

Luogo: Milano, 2021

«Morte agli italiani!» è il grido di battaglia urlato a squarciagola dal capo dei tifosi abissini al Madison Square Garden ed è questa la battuta-chiave per comprendere il senso di ciò che fu Harlem, il film italiano più censurato di sempre. Uscito alla fine di aprile del 1943 – due mesi prima dello sbarco degli alleati in Sicilia e tre mesi prima della caduta del fascismo – il film di Carmine Gallone fu una delle più plateali opere di mistificazione del regime fascista, pensata e realizzata quasi 80 anni fa per illustrare alle masse il “razzismo di Stato” e sancire così la superiorità della stirpe ariana attraverso un incontro di boxe tra un italo-americano e un pugile nero, trent’anni prima di Rocky. Interpretato dai divi più famosi dell’epoca, dal “buono” Amedeo Nazzari al “cattivo” Osvaldo Valenti, dall’ “americanina” Vivi Gioi al “littorio” Massimo Girotti, e firmato da un incredibile (con la lente della distanza) plotone di giornalisti-intellettuali di prim’ordine, tra cui l’anti-americano Emilio Cecchi, il fascistone Paolo Monelli, l’ebreo Giacomo Debenedetti (che non poté comparire a causa delle leggi razziali), il direttore antisemita de «Il Littoriale» Pietro Petroselli e il futuro padre del neorealismo Sergio Amidei, Harlem fu l’ultimo kolossal in costume fortissimamente voluto da Luigi Freddi, fondatore di Cinecittà, gran sacerdote del culto censorio e figura sui generis di gerarca sopravvissuto miracolosamente al 25 luglio e al 25 aprile. Sequestrato nel 1944 dall’ebreo torinese Pilade Levi, capo della PWB Film Section della divisione degli alleati specializzata in comunicazione e propaganda, il film viene trasformato nel dopoguerra dalla neonata censura repubblicana in innocuo film sportivo, con tagli e modifiche ai dialoghi per quasi 40 minuti. La nuova versione, senza più alcun riferimento alla guerra d’Etiopia, non convinse comunque alcuni sedicenti partigiani di Reggio Emilia che nel 1947 bruciarono nella pubblica piazza le pizze del film.

Questo libro, documentato e ampiamente illustrato, racconta per la prima volta la vicenda appassionante, drammatica e piena di sorprese del film più censurato della storia del cinema italiano.

«Questa è la storia di un film. Più sorprendente del film stesso. Se non fosse una storia vera, ci sarebbe da premiare gli sceneggiatori con il Leone d’oro. E invece è una storia vera. Dalla prima all’ultima riga. Anzi, sequenza. È la storia di Harlem. Il film più censurato di tutti i tempi. Una storia mirabilmente ricostruita, con acribia di studioso e penna di narratore, ora appassionata, ora sarcastica, dallo storico e documentarista Luca Martera»

Giancarlo De Cataldo, Robinson

 

Luca Martera è documentarista, specialista di archivi ed esperto in ricerche storico-investigative, giornalistiche e audiovisive tra Italia e Stati Uniti. Come autore televisivo, ha realizzato oltre un centinaio tra speciali, servizi e monografie per Rai, Mediaset e La7, firmando collaborazioni anche con Antonio Ricci, Giovanni Minoli, Pier Francesco Pingitore, Enrico Mentana, Roberto Faenza e Franco Maresco. Come saggista, ha scritto diversi articoli e approfondimenti su temi legati ai mass-media, tra cui Una mappa della comicità italiana (su «Link», 2017) e Lo spettacolo in tv (2000) con prefazione di Aldo Grasso. Per enti istituzionali e università, ha curato e presentato rassegne, conferenze e retrospettive, tra cui l’evento Sordi, l’anti-americano a Roma tenuto alla Camera dei Deputati nel 2017. Nel 2018 ha ricevuto la Honorable Mention per il documentario da lui scritto, diretto, prodotto e narrato In the Mood in Our Own Way dalla NIAF di Washington DC, nell’ambito del Russo Brothers Italian American Film Forum. Nel 2020 ha creato per finalità storico-didattiche l’Italian American Media Crossroads Archive (IAMCA), la più grande raccolta di video su come l’Italia ha raccontato gli Stati Uniti e viceversa.

PRESENTAZIONE

Mercoledì 10 novembre, ore 18.00
Fondazione Monteparma

Parola solenne. Dialoghi e visioni nel cinema di Elio Petri

Autore: Natale Luzzagni

Editore: Venilia Editrice

Luogo: Lozzo Atestino, 2021

Il cinema di Elio Petri raccoglie le suggestioni di una irripetibile stagione storica e civile. Accanto a Giuseppe De Santis, che considerò suo maestro e con cui condivise l’interesse per le tematiche umane e sociali, divenne esperto nell’uso della camera a mano, rendendo monumentali le macroinquadrature dei primi piani e l’espressività soliloquiale dei personaggi. Ma è la scrittura a rivelare la cifra del suo azzardo narrativo: la maniacale cura dei testi preparatori, i confronti con i collaboratori, la natura assembleare dei dibattiti e l’ampia gamma delle fonti letterarie nutrono una filmografia straniante ed eversiva, beffardamente provocatoria, libera e lontanissima da propositi consolatori. Attraverso citazioni, dialoghi, sceneggiature, commenti, aneddoti, giudizi, appunti, testimonianze e centinaia di fotografie, il volume (preceduto da un ricordo di Paola Pegoraro Petri) analizza minuziosamente gli undici film diretti tra il 1961 e il 1979, collocandoli nel momento e contesto in cui furono concepiti e girati: quella di Petri è una lingua aliena che viene dal futuro e descrive, con una lucidità conturbante, l’avvenire, scrive Enrico Magrelli nel suo commento introduttivo. 

PRESENTAZIONE

Giovedì 11 novembre, ore 17.00
INFORMAGIOVANI
Strada Macedonio Melloni, 1

Le belle donne ci piacciono. E come! Cinema nuovo, cultura comunista e modelli di mascolinità (1952 – 1958) 

Autore: Elisa Mandelli, Valentina Re

Editore: Diabasis

Luogo: Parma, 2021

Dal 1952 al 1958, le annate bisettimanali della rivista «Cinema nuovo», fondata e diretta da Guido Aristarco, sono caratterizzate da una veste editoriale di tipo rotocalchistico, che da un lato le avvicina a una serie di pubblicazioni che in quegli anni raggiungono una significativa tiratura (da «Epoca» a «Oggi»), dall’altro determina in modo peculiare l’articolazione interna dei contenuti, in cui l’apparato iconografico conquista una posizione di tutto rilievo. In questo volume viene analizzato il rapporto tra il discorso visivo delle immagini e il discorso critico, soprattutto quando i temi in gioco sono le modalità di rappresentazione del corpo femminile e lo status delle attrici dell’epoca.

 

Elisa Mandelli ha un dottorato in Storia delle arti all’Università Ca’ Foscari/IUAV, ed è stata assegnista di ricerca presso la Link Campus University. Ha inoltre insegnato Linguaggi del cinema, della televisione e dei new media all’Università di Cagliari. Le sue ricerche riguardano l’esposizione degli audiovisivi negli spazi museali, i rapporti tra il cinema e le altre arti, la serialità televisiva. Ha pubblicato In Treatment, la serialità in analisi (Mimesis, 2017), Esporre la memoria. Le immagini in movimento nel museo contemporaneo (Forum, 2017) e The Museum as a Cinematic Space. The Display of Moving Images in Exhibitions (Edinburgh University Press, 2019).

 

Valentina Re è professoressa ordinaria di cinema, fotografia e televisione presso la Link Campus University. Le sue attività di ricerca riguardano i rapporti tra teorie del cinema e dei media, estetica e teoria letteraria, le forme di produzione, distribuzione, circolazione e consumo dell’audiovisivo, e la serialità televisiva. Co-dirige «Cinema & Cie» e la collana Narrazioni seriali (Mimesis). Tra le sue pubblicazioni si ricordano Streaming media. Distribuzione, circolazione, accesso (a cura di, Mimesis, 2017); L’innesto. Realtà e finzioni da Matrix a 1Q84 (con A. Cinquegrani, Mimesis, 2014); Cominciare dalla fine. Studi su Genette e il cinema (Mimesis, 2012); Ai margini del film. Incipit e titoli di testa (Campanotto, 2006).

 

 

PRESENTAZIONE

Venerdì 12 novembre, ore 17.00
INFORMAGIOVANI
Strada Macedonio Melloni, 1

La via italiana alla pornografia. Cattolicesimo, sessualità e cinema (1948-1986)

Autore: Tomaso Subini

Editore: Le Monnier Università

Luogo: Firenze, 2021

L’Italia del dopoguerra è, tra i Paesi occidentali, il più blindato nei confronti di ogni forma di rappresentazione esplicita della sessualità. Una quarantina d’anni dopo, il Parlamento italiano accoglie tra i suoi membri la pornostar Ilona Staller. Per spiegare come si sia passati da un estremo all’altro, il volume indaga l’ipotesi che vi sia un nesso tra le politiche cattoliche di opposizione al cinema non conforme ai dettami della morale sessuale e il modo peculiare con cui si sono sviluppati i processi di sessualizzazione del cinema in Italia. La principale tesi argomentata è che sia esistita una “via italiana” alla pornografia di massa, transitata per tre fasi di sviluppo: un primo periodo caratterizzato da un’eccezionale ed efficace attività di controllo, un periodo intermedio animato da un crescente conflitto tra le opposte istanze del moralismo e della liberalizzazione e un terzo periodo nel quale si consuma l’irreversibile caduta dei tabù dell’osceno.

 

Tomaso Subini insegna Storia e critica del cinema e Cultura visuale presso l’Università degli Studi di Milano. Ha fondato e co-dirige la rivista «Schermi». Ha guidato due Programmi di Ricerca di Interesse Nazionale sulla storia culturale del cinema: I cattolici e il cinema in Italia (2014-2017) e Comizi d’amore. Il cinema e la questione sessuale in Italia (2017-2020). Ha scritto vari libri, tra cui La necessità di morire. Il cinema di Pier Paolo Pasolini e il sacro (EdS, 2008), La doppia vita di “Francesco giullare di Dio”. Giulio Andreotti, Félix Morlion e Roberto Rossellini (Libraccio / Lampi di stampa, 2011) e Catholicism and Cinema. Modernization and Modernity (Mimesis International, 2018).

INFORMAZIONI

INFORMAZIONI (SMS O WHATSAPP)

Cinema Astra: 366 2376453
Cinema D’Azeglio: 327 8174494

INGRESSO FILM SERALI h. 21

Tutti i film delle h. 21.00 saranno proposti in versione originale con sottotitoli in italiano.
Prenotazione non obbligatoria, ma caldamente consigliata.

 

Intero € 7,50
Ridotto € 5,50 (under 30, over 65, Argento Vivo)

Abbonamento 6 film serali € 18 (acquistabile al Cinema Astra o al Cinema D’Azeglio)

 

AINBO (proiezione del 7/11)
Bambini fino a 12 anni gratis
Adulti € 7,50
Ridotto € 5,50

 

Tutte le altre proiezioni e gli eventi, eccetto dove espressamente indicato, sono a ingresso libero.

Green Pass obbligatorio

LE SEDI DEL FESTIVAL

 

Cinema Astra – Piazzale Volta 3

Cinema D’Azeglio – Via D’Azeglio 33

Fondazione Monteparma/APE Museo – Strada Farini 32/a

Casa della Musica – Piazzale San Francesco 1

Libreria Feltrinelli – Strada Farini 17

Aula Ferrari – Università di Parma – Via D’Azeglio 85

CAPAS – Vicolo Grossardi 4

Distretto del Cinema – Largo 8 Marzo

Informagiovani – Strada Melloni 1

Liceo Artistico Paolo Toschi – Viale Toschi 1

X