
17 Nov Premio Miglior Serie Italiana PFF2024 a Prisma – Stagione 2
Il Premio Invenzioni dal vero – Miglior Serie Italiana va a Prisma – Stagione 2 per aver realizzato un romanzo di formazione che racconta le sfumature, le fragilità, i desideri e la ricerca di sé degli adolescenti con il respiro corale della saga, che si fida della narrazione, lascia parlare le immagini e supera gli stilemi del teen drama per diventare semplicemente cinema. Una serie fluida in tutti i suoi aspetti che, in quanto “invenzione dal vero”, riesce a essere autentico specchio di una generazione, senza dimenticarsi mai della responsabilità sociale e politica che ha chi racconta storie.
Sono state le giovani promesse Mattia Carrano e Lorenzo Zurzolo a ritirare il Premio per Prisma, insieme al regista, sceneggiatore e showrunner Ludovico Bessegato, noto al pubblico anche per aver curato l’adattamento italiano di SKAM. Il riscontro è stato caloroso, reso evidente da un sold out di un’audience giovane, che ha atteso impaziente l’incontro con gli ospiti.
Gli attori hanno rivelato i primi incontri, la complicità sul set, le prove di nuoto ma anche le scene più difficili da girare (per Zurzolo mettere in moto un’auto). Bessegato riconosce ai protagonisti anche un lavoro di rimaneggiamento della sceneggiatura: “Più io vedo che un attore tradisce la scrittura perché cerca di farla suo, più io sono contento. Hai bisogno di attori che siano abbastanza intelligenti e coraggiosi da tradire ciò che c’è scritto sul copione e reinterpretarlo. Io scelgo proprio attori che abbiano questa intelligenza”.
Per l’approccio sensibile alle tematiche trattate, per una rappresentazione significativa delle dinamiche psicologiche dei personaggi e per la maturazione interpretativa raggiunta dagli attori, la ventisettesima edizione del Festival premia una serie che si propone di celebrare un vasto spettro di colori, emozioni ed esperienze, ma anche di narrare il quotidiano: “Non mi interessa fare delle messe laiche, fare quello che si aspettano con buoni e cattivi. Io parto dall’osservazione della realtà, mi piace che mentre guardi ti fai delle domande. I personaggi di Prisma non sono particolarmente edificanti. Mi interessa il conflitto”.

