
Rivisti e restaurati 2024
Regia: Luigi Malerba, Antonio Marchi
Soggetto: Luigi Malerba, Antonio Marchi, Luciana Momigliano
Sceneggiatura: Luciana Momigliano, Luigi Malerba, Antonio Marchi, Marco Ferreri, Attilio Bertolucci
Fotografia: Gianni Di Venanzo
Montaggio: Eraldo Da Roma
Scenografia: Maurizio Chiari
Costumi: Maurizio Chiari
Musiche: Teo Uselli
Produzione: SIC Momigliano
Distribuzione: DIANA, Centaure/Ariel
Origine: Italia 1954
Durata: 85’
Sinossi
“Alcuni secoli fa un piccolo esercito di lanzichenecchi si insabbiò in quel paesino sperduto fra le montagne (Romagna, Appennino emiliano) confondendosi con i contadini e i taglialegna locali. Di qui è nata l’idea del nostro film, cioè da una situazione ancora oggi viva.” (Antonio Marchi, “Cinema Nuovo”, n. 39, 15 luglio 1954)
Il regista e sceneggiatore parmense Antonio Marchi, ispirandosi ad eventi storici, trasporta sugli schermi la storia di un piccolo paesino emiliano e i suoi abitanti che, durante il Medioevo, si ritrovano assediati da un gruppo di soldati scapestrati.
Un film di guerra carnevalesco ed anti-eroico ambientato nel Castello di Torrechiara (Parma), in cui i soldati, a un certo punto, si stancano di combattere e finiscono per mischiarsi con gli assediati, cominciando a favorire l’approvvigionamento della cittadina, desiderosi di compagnia femminile.
Ecce Bombo
Regia: Nanni Moretti
Soggetto: Nanni Moretti
Sceneggiatura: Nanni Moretti
Fotografia: Giuseppe Pinori
Montaggio: Enzo Meniconi
Scenografia: Massimo Razzi
Costumi: Lina Nerli Taviani, Fabrizia Magnini
Musiche: Franco Piersanti
Produzione: Filmalpha / Alphabeta
Distribuzione: Consorzio Italiano Distributori Indipendenti Film (C.I.D.I.F.)
Origine: Italia, 1978
Durata: 103’
Sinossi
L’opera seconda di Nanni Moretti racconta uno spaccato della vita universitaria e familiare, piuttosto conflittuale, dell’alter-ego del regista: Michele Apicella. Assieme a quattro amici esasperati e annoiati dalle futili serate di svago, decidono di analizzare la propria coscienza per risolvere i loro dissidi.
Ecce Bombo tratta anche il tema della schizofrenia attraverso il personaggio di Olga (Lina Sastri), una loro conoscente che tenta di gestire i suoi problemi aggregandosi alle sedute di autocoscienza. Il protagonista e la sua compagnia riusciranno a ritrovare il buonsenso, o resteranno di nuovo vittima del «Faccio cose, vedo gente»?
YOJIMBO – La sfida del samurai
Regia: Akira Kurosawa
Soggetto: Akira Kurosawa, Ryūzō Kikushima
Sceneggiatura: Akira Kurosawa, Ryūzō Kikushima
Fotografia: Kazuo Miyagawa
Montaggio: Akira Kurosawa
Scenografia: Yoshirō Muraki
Costumi: Yoshirô Muraki, Masahiro Katô
Musiche: Masaru Satô
Produzione: Kurosawa Production Toho
Distribuzione: Toho International Co. Ltd
Origine: Giappone, 1961
Durata: 110’
Sinossi
Il restauro della Cineteca di Bologna riporta i riflettori su Yojimbo – La sfida del samurai. Capolavoro nipponico del 1961 con una trama molto familiare: il samurai protagonista finge di offrire le proprie abilità al miglior offerente per riportare la pace in un martoriato villaggio, segnato da una atavica battaglia fra due clan.
Per un pugno di dollari
Regia: Sergio Leone
Soggetto: Sergio Leone
Sceneggiatura: Sergio Leone, Duccio Tessari, Fernando Di Leo
Fotografia: Massimo Dallamano, Federico G. Larraya
Montaggio: Roberto Cinquini
Scenografia: Carlo Simi
Costumi: Carlo Simi
Musiche: Ennio Morricone
Produzione: Jolly Film, Ocean Film, Constantin Film
Distribuzione: Unidis
Origine: Italia, RFT, Spagna, 1964
Durata: 100’
Sinossi
San Miguel: un pistolero solitario (Clint Eastwood) con l’aiuto della sua astuzia, riporta la pace al confine tra Messico e Stati Uniti. L’eroico protagonista, attraverso tutte le difficoltà, affronta l’ultimo glorioso duello, salvandosi.
Un racconto, quello di Sergio Leone, che segna la storia del cinema del Novecento: l’adattamento italiano del giapponese Yojimbo – La sfida del samurai è arricchito dalle innovazioni sonore del maestro Ennio Morricone, alla sua prima collaborazione con il regista.
I corti della Cittadella Film
INCONTRO AL CORREGGIO
di Esodo Pratelli, testo di Armando Ottaviano Quintavalle (1946, 8’)
IL PARMIGIANO
di Antonio Marchi, testo di Attilio Bertolucci, musica Roman Vlad (1948, 11’)
IN PUGLIA MUORE LA STORIA
di Antonio Marchi, testo Attilio Bertolucci, musica Luigi Magnani (1950, 13’)
UN ANIMALE UTILE
di Antonio Marchi, testo Attilio Bertolucci (1951, 12’)
LA PALLA OVALE
di Antonio Marchi, testo Attilio Bertolucci (1951, 11’)
LAVORANO PER VOI
di Antonio Marchi, testo Mario Verdone, musica Giovanni Fusco (1952, 11’)
Sinossi
La vicenda artistica e produttiva della Cittadella Film di Parma si può inserire a pieno titolo nella più ampie esperienze e vicende del boom del cinema documentaristico e della nascita nell’Italia del dopoguerra di piccole case di produzione attive nel cinema documentario come: Nexus, Documento Film, Este Film e Filmeco.
Nel 1947 la Cittadella Film incarica Luciano Emmer, uno dei documentaristi italiani più importanti del momento, di realizzare due film ispirati a Verdi.
Nello stesso anno Emmer, in collaborazione con Enrico Gras, realizza “Sulle orme di Verdi” e in coregia con Vittorio Carpignano “Nel paese del melodramma”.
Il gruppo artistico e produttivo della società vede dal 1946 al proprio interno anche il giovane Antonio Marchi che aderisce fin da subito al progetto acquistando quote della società e divenendone dal 1947 supervisore artistico.
Grazie ai contatti creati da Marchi, nel 1948 la Cittadella Film stringe un accordo di collaborazione con la Lux Film che distribuirà i documentari abbinati a lungometraggi prodotti dalla stessa Lux.
Antonio Marchi diviene il regista di riferimento della Cittadella Film e con la collaborazione ai testi di Attilio Bertolucci e di Giulio Bollati, Giuseppe Calzolari, Fausto Fornari, Vito Rastelli e Luigi Magnani (musiche) realizza dal 1947 al 1951 una decina di documentari: “La duchessa di Parma”, “Un animale utile”, “Il parmigiano”, “I burattini dei Ferrari”, “Nasce il Romanico”, “Canzoni tra due guerre”, “La palla ovale”, ”Lavorano per voi”, “In Puglia muore la storia” e “Cantarono nel 600”, gli ultimi due realizzati in Puglia.
La rete di amicizie e relazioni costruita da Marchi diviene preziosa per la diffusione dei documentari, anche all’estero, “Nasce il romanico” vince il premio come miglior documentario al Festival di Bruxelles e la Cittadella diviene un polo di attrazione per registi e aspiranti tali.
Accordi di collaborazione vengono siglati tra la Cittadella e altre case di produzione come Filmeco, con la quale Marchi realizza due documentari in Toscana e in Lazio con testi di Mario Verdone.
Nonostante i tanti progetti avviati, sia per la mancata riforma della legge sul cinema relativa ai documentari, sia per alcune controversie pendenti con il fisco che ne compromettono l’andamento economico, la Cittadella Film entra in crisi finanziaria nel 1955, verrà posta in liquidazione e chiuderà la propria attività nel 1959.





